mercoledì, ottobre 24, 2007

una volta erano guerrieri

Tata-Fiat; Vodafone; Wind.
Mi ostino a sottolineare la politica industriale di Marchionne per porre continuità con l'esperienza passata di Torino e Ivrea, contratti metalmeccanici (quelli che hanno respinto con l'80% di no l'accordo sul welfare) da cui la costola delle telecomunicazioni si è separata, con una categoria differente.
l'avventura (!) dell'azienda di Sawiris in Italia non può non fare riferimento al quadro concertativo che forza le relazioni industriali, tra lavoratori/trici da un lato e sindacato e azienda dall'altro.
Il Governo attuale, addentato dal coccodrillo liberista, capitanato dal liquidatore dell'IRI, non può che adeguarsi alle richieste della proprietà - anche perchè la merce di scambio sono le comunicazioni mobili in Medio Oriente, dove si addensano nubi di guerra: in un'area geografica demolita, senza infrastrutture, senza energia elettrica, che cosa di meglio che promuovere la telefonia mobile e il trasporto di dati senza fili?
Stiano attenti dunque i lavoratori, a confidare troppo entusiasticamente nel potere deterrente di temi quali "il depauperamento del territorio milanese" o "l'abbattimento di professionalità".
Guardino piuttosto ad Arese, soltanto 5 anni fa - guardino a Malpensa, per la quale il sindacato, quello stesso che si spende con la direzione di Wind per governare la ristrutturazione, ha di fatto accettato (al di là del giudizio nel merito che ognuno può articolare) di spostare Alitalia.
Malpensa, mica la mia autorimessa! Miliardi in euro di investimenti, piano industriale, macroregione padana a vocazione europea, tutto quanto scientemente sgretolato a favore di AirFrance e di Parigi.
"operai sveglia!" scrivevano alcuni sui muri delle fabbriche, nei paesi del Biellese alla fine degli anni '70 - sembra un'era geologica fa: ora quegli stessi operai non saprebbero più che cosa scrivere.

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