2014 - semine, compostaggi, raccolte
L'anno è cominciato così come era finito, con semina di semi selvatici. Ho svuotato il compostaggio che ha dato risultati buoni, di gran lunga i migliori degli ultimi anni in umidità e tessuto del terriccio. Non così per la resa, troppo materiale ai bordi del contenitore e in superficie si secca e partecipa molto lentamente al processo. Può (potrebbe) fare molto una qualche energica rimestata in più. Molto potrebbe fare la costruzione di pareti rigide, magari rivestite, per evitare la traspirazione eccessiva. Tuttavia comincio a sospettare che lo sfalcio non sia particolarmente adatto - troppa fibra, forse varrebbe la pena una triturazione - e mi chiedo se sia del tutto corretto compostare praticamente soltanto foglie.
Me lo chiedo per due motivi: il primo e banale guarda il fatto che si rischia un composto molto "specializzato" anche se penso che le latifoglie "bene o male" abbiano tutto quanto serve per far crescere una pianta, e in particolare portino quel tono di acidità che - su una matrice calcarea come la nostra - non può fare che bene.
Il secondo, che mi è venuto in mente proprio quest'inverno, è che la foglia larga degli alberi rischia di trattenere pulviscolo, polveri sottili e molecole pesanti; dunque durante il compostaggio tutte questa sostanze possono concentrarsi in un unico posto, e da lì finire poi nel terreno coltivato e addirittura nella catena alimentare. So per certo che due studi distinti dell'università di Piacenza avevano l'obbiettivo di misurare proprio questa capacità di trattenere, per individuare le piante più convenienti a un progetti di abbattimento degli inquinanti attraverso la riqualificazione del verde urbano.
Del resto, è sufficiente essere normalmente attenti per notare che entro una zona alberata l'aria sembra più sana che fuori. Insomma, adesso che sono sul punto di ottenere dei risultati accettabili, i miei dubbi rischiano di farmi recedere?

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